Codice di condotta e tutela dei minori
1.Premessa
1. Il presente Codice di condotta è uno strumento importante in quanto riflette i valori e la cultura della ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO, definendo i comportamenti da tenere in base al ruolo di ciascun soggetto impegnato nelle nostre attività.
2. È per questo motivo che il presente codice di condotta, è molto più di un elenco di ciò che si deve o non si deve fare, rappresenta infatti, un’assunzione di responsabilità che sancisce l’impegno nella tutela dei nostri giovani, dei minori in particolare, e nella creazione di un ambiente sano e sicuro per la pratica sportiva.
3. Il presente Codice è dunque rivolto a tutti i nostri tesserati: alle atlete ed agli atleti, ai tecnici/allenatori, ai dirigenti e ad ogni altro soggetto che svolge attività di carattere agonistico, tecnico, organizzativo, decisionale o comunque rilevante per l’ordinamento federale, nonché ai genitori o ai soggetti a cui è affidata la cura delle atlete/degli atleti o i loro delegati, al personale dipendente, ai lavoratori autonomi, ai collaboratori, ai volontari ed ai tirocinanti (retribuiti e non retribuiti) che prestano la propria attività presso l’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO.
4. I soggetti sopra indicati hanno l’obbligo di attenersi alle prescrizioni contenute nel Codice di condotta, che accettano integralmente dopo averne preso visione.
3. Il presente Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione, insieme ad altri documenti, che successivamente elencheremo e che specificatamente determineranno ruoli e comportamenti riferiti al loro ambito di azione, fanno parte integrante del Modello organizzativo e controllo delle attività sportive di cui costituiscono imprescindibili allegati.
4. Il presente Codice di condotta ha validità quadriennale dalla data di approvazione e deve essere aggiornato ogni qual volta necessario al fine di recepire le eventuali modifiche e integrazioni dei Principi Fondamentali emanati dal CONI, le eventuali ulteriori disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del CONI, e le raccomandazioni dell’Osservatorio Permanente del CONI per le Politiche di Safeguarding, nonché le eventuali integrazioni delle Linee Guida della FIDAL della FIS o le raccomandazioni dei Responsabili federali delle politiche di safeguarding delle due Federazioni.
5. Il presente Codice di Condotta viene pubblicato sul sito della nostra associazione (www.polisportivaportorotondo.it), inviato tramite e-mail a tutti i tesserati della ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO, nonché divulgato attraverso i propri canali social e affisso presso le strutture in uso alla stessa.
6. Lo stesso codice sarà inoltre comunicato al Responsabile federale delle politiche di safeguarding (Safeguarding Officer), istituito presso la FIDAL e la FIS, ai sensi delle Linee Guida delle due Federazioni, in modo tale da garantirne la conoscibilità da parte di tutti i tesserati.
2. Finalità
Il presente Codice di condotta è finalizzato:
a) al rispetto dei principi di lealtà, probità e correttezza;
b) all’educazione, alla formazione e allo svolgimento di una pratica sportiva sana;
c) alla piena consapevolezza di tutti i tesserati in ordine a propri diritti, doveri,
obblighi, responsabilità e tutele;
d) alla creazione di un ambiente sano, sicuro e inclusivo che garantisca la dignità,
l’uguaglianza, l’equità e il rispetto dei diritti dei tesserati, in particolare se
minori;
e) alla valorizzazione delle diversità;
f) alla promozione del pieno sviluppo della persona-atleta, in particolare se minore;
g) alla promozione, da parte di dirigenti e tecnici, del benessere dell’atleta,
consapevoli che il diritto alla salute e al benessere psico-fisico degli atleti
costituisce un valore prevalente rispetto al risultato sportivo;
h) alla effettiva partecipazione di tutti i tesserati all’attività sportiva secondo
le rispettive aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità;
i) alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;
j) alla rimozione degli ostacoli che impediscano la promozione del benessere
dell’atleta, in particolare se minore, e dello sviluppo psico-fisico dello stesso
secondo le relative aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità;
k) alla rimozione degli ostacoli che impediscano la partecipazione dell’atleta alle attività, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione,
condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva.
3. Doveri e obblighi dei tesserati
I tesserati sono obbligati a:
a) comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o collegata all’ambito sportivo e tenere una condotta improntate al rispetto nei confronti degli altri tesserati;
b) astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo, anche in situazioni ludiche, per gioco o per scherzo;
c) garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare ed a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;
d) impegnarsi e supportare lo sviluppo di percorsi educativi e formativi che coinvolgano le atlete/atleti (soprattutto minori) attraverso una sana pratica sportiva;
e) impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un sano equilibrio tra ambito personale e sportivo, valorizzando soprattutto i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;
f) instaurare un rapporto equilibrato con coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero loro delegati;
g) prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una comunicazione sana, efficace e costruttiva;
h) affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;
i) collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);
j) segnalare senza indugio al Responsabile contro gli abusi, le violenze e le discriminazioni tutte le situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.
4. Doveri e obblighi dei dirigenti sportivi e dei tecnici
I dirigenti sportivi e i tecnici sono obbligati a:
a) agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;
b) astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti dei tesserati, specie se minori;
c) contribuire alla formazione e alla crescita armonica dei tesserati, in particolare se minori;
d) evitare ogni contatto fisico non necessario con i tesserati, in particolare se minori;
e) promuovere un rapporto tra tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione, prevenendo situazioni disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore;
f) astenersi dal creare situazioni di intimità con il tesserato minore;
g) porreinessere,inoccasionedelletrasferte,soluzionilogisticheatteaprevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati, coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la
loro cura ovvero loro delegati;
h) comunicare e condividere con il tesserato minore gli obiettivi educativi e
formativi, illustrando le modalità con cui si intendono perseguire tali obiettivi e coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;
i) astenersi da comunicazioni e contatti di natura intima con il tesserato minore, anche mediante social network;
j) interrompere senza indugio ogni contatto con il tesserato minore qualora si riscontrino situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, attivando il Responsabile federale delle politiche di safeguarding;
k) impiegare le necessarie competenze professionali nell’eventuale programmazione e/o gestione di regimi alimentari in ambito sportivo;
l) segnalare tempestivamente eventuali indicatori di disturbi alimentari degli atleti loro affidati;
m) dichiarare cause di incompatibilità e conflitti di interesse;
n) sostenere i valori dello sport, altresì educando al ripudio di sostanze o metodi
vietati per alterare le prestazioni sportive dei tesserati;
o) conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding,
sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo;
p) astenersi dall’utilizzo, dalla riproduzione e dalla diffusione di immagini o video dei tesserati minori, se non per finalità educative e formative, acquisendo le necessarie autorizzazioni da coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero da loro delegati;
q) segnalare senza indugio al Responsabile contro gli abusi, le violenze e le discriminazioni le situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.
5. Diritti, doveri e obblighi degli atleti
Gli atleti sono obbligati a:
a) rispettare il principio di solidarietà tra atleti, favorendo assistenza e sostegno reciproco;
b) comunicare le proprie aspirazioni ai dirigenti sportivi e ai tecnici e valutare in spirito di collaborazione le proposte circa gli obiettivi educativi e formativi e le modalità di raggiungimento di tali obiettivi, anche con il supporto di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dei soggetti cui è affidata la loro cura, eventualmente confrontandosi con gli altri atleti;
c) comunicare a dirigenti sportivi e tecnici situazioni di ansia, timore o disagio che riguardino sé o altri;
d) prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore negli altri atleti;
e) rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri atleti e, più in generale, di tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive;
f) rispettare la funzione educativa e formativa dei dirigenti sportivi e dei tecnici;
g) mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri atleti e con ogni
soggetto comunque coinvolto nelle attività sportive;
h) riferire qualsiasi infortunio o incidente agli esercenti la responsabilità
genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero ai loro
delegati;
i) evitare contatti e situazioni di intimità con dirigenti sportivi e tecnici, anche in
occasione di trasferte, segnalando eventuali comportamenti inopportuni;
j) astenersi dal diffondere materiale fotografico e video di natura privata o intima ricevuto, segnalando comportamenti difformi a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero ai loro delegati, nonché al Responsabile contro gli abusi, le violenze e le discriminazioni;
k) segnalare senza indugio al Responsabile contro gli abusi, le violenze e le discriminazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pericolo o pregiudizio.
6. Tutele e sanzioni disciplinari
1. Ogni presunta violazione del Codice di condotta deve essere segnalata e verificata
secondo quanto stabilito dal Modello organizzativo e controllo adottato dall’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO.
2. Nel caso in cui dovessero essere accertate condotte violative del Codice di condotta si applicheranno le sanzioni previste dall’art. 9 del Modello organizzativo e controllo delle attività sportive, compresa la sospensione cautelare dalle attività sportive.
3.Laddove ne sussistono i presupposti verrà tempestivamente informato l’Ufficio della Procura Federale.
4. Per qualsiasi violazione del presente Codice di condotta da parte dei soggetti a cui è rivolto, è fatto salvo il diritto e la facoltà dei Procuratori federali e delle stesse Federazioni di rimettersi integralmente, per quanto concerne il profilo sanzionatorio dei soggetti sportivi tesserati, alle decisioni degli Organi di Giustizia sportiva competenti.
7. Selezione degli operatori
1. I lavoratori, collaboratori e volontari che, a qualsiasi titolo e ruolo, sono coinvolti nell’attività sportiva e sono a contatto con gli atleti devono produrre l’intera documentazione richiesta dall’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO prima di poter instaurare con la stessa un rapporto di lavoro o di collaborazione. Il rifiuto di produrre le certificazioni richieste impedisce la nascita del rapporto stesso.
2. L’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO acquisisce il certificato del casellario giudiziario prima di instaurare un rapporto di lavoro o di collaborazione con coloro che sono coinvolti nell’attività sportiva a qualunque titolo.
3. L’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO ha il potere di controllare periodicamente il possesso dei requisiti e delle certificazioni richieste anche durante l’esecuzione del contratto di lavoro o di collaborazione.
È causa ostativa alla conclusione oppure alla prosecuzione del rapporto di lavoro aver ricevuto una condanna penale.
8. Formazione
I lavoratori, collaboratori e volontari che, a qualsiasi titolo e ruolo, sono coinvolti nell’attività sportiva e sono a contatto con gli atleti devono partecipare ai corsi di formazione previsti dall’art. 5.2 e 5.5 del Modello organizzativo e controllo dell’attività sportiva.
9. Conflitto di interesse e incompatibilità
1. Allo scopo di evitare conflitti di interesse è vietato il cumulo di più funzioni in capo al medesimo soggetto. Sono sempre incompatibili le seguenti funzioni:
a) Responsabile delle politiche di Safeguarding (Safeguarding Officer), istituito presso la FIDAL e la FIS;
b) Allenatori, tecnici e tutti coloro che hanno rapporti continuativi con gli atleti;
c) Responsabile contro gli abusi, le violenze e le discriminazioni.
2. I destinatari del presente Codice etico sono tenuti a prevenire situazioni, anche solo apparenti, di conflitto con l’interesse sportivo, in cui possano essere coinvolti interessi personali o di persone ad essi collegate.
3. Nel caso in cui sussistano gravi ragioni di convenienza e di opportunità, parimenti in ogni altro caso in cui il compimento di un’azione o di un comportamento possa compromettere il rispetto del principio di imparzialità ed indipendenza, è necessario astenersi. Pertanto, i destinatari del presente Codice Etico devono:
a) rivelare tempestivamente un interesse personale in qualsiasi situazione che possa ragionevolmente essere considerata coinvolta in un conflitto di interesse; b) astenersi dal prendere o influenzare decisioni che comportino un guadagno
personale o familiare o una vasta popolarità;
c) astenersi dal fornire favori ingiustificati a terze parti o associati o tesserati.
Sono fatte salve specifiche discipline di incompatibilità e gestione del conflitto di interessi eventualmente previste per Giudici, Tecnici e Ufficiali di gara secondo le singole Policy adottate per ciascuna disciplina cui si fa espresso rinvio.
10. Riservatezza e trattamento dei dati personali
1. L’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO garantisce la riservatezza dell’identità del segnalante di violazioni del Codice di Condotta e il contenuto della segnalazione medesima, nel rispetto dei principi descritti dal Regolamento UE n. 679/2016 (GDPR) e dal D.Lgs. n. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati).
2. I dati personali contenuti nella segnalazione verranno conservati per un periodo massimo di 5 anni decorrente dalla conclusione del procedimento volto ad accertare la
veridicità della segnalazione così come previsto dall’art. 10 del Modello organizzativo e controllo delle attività sportive.
3. A garanzia della tutela e della riservatezza dei dati in suo possesso l’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO nomina un Referente per la privacy.
. Documento definito e pubblicato il 16.12.2024
Il Presidente Pellegrino Pietro
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