Modello organizzativo e di controllo dell'attivita' sportiva
1. Premessa
1. L’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO è fermamente convinta che la pratica dell’attività sportiva rappresenti un momento decisivo per lo sviluppo psicofisico dei giovani sportivi, e che pertanto, richieda l’adozione di azioni specifiche che consentano ai nostri giovani di godere di tutti i benefici che la pratica sportiva può dare loro, come la creazione di un ambiente, certamente divertente e stimolante ma soprattutto sicuro e protetto.
2. A conferma di questo suo costante impegno l’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO presenta il Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva, redatto nel rispetto delle indicazioni dettate dal comma 2 dell’articolo 16 del d.lgs. n. 39 del 28 febbraio 2021, nonché delle Linee Guida pubblicate dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL) il 2 agosto 2023 e dalla Federazione Italiana Scherma (FIS), pubblicate con Delibera del 31 agosto 2023 e dei canoni elaborati dal CONI (ai sensi dell’art. 2 comma 4 Statuto del CONI), coerentemente alle Linee Guida emanate dall’Osservatorio Permanente del CONI per le politiche di Safeguarding, contenute nei “Principi fondamentali per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione”, trasmesse dall’Organo Collegiale in data 25 luglio 2023, in conformità con il d.lgs. n. 39 del 28 febbraio 2021, come aggiornate con delibera n° 213 del 17 maggio 2024.
3. Il presente Modello si applica a chiunque partecipi con qualsiasi funzione o titolo all’attività dell’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO indipendentemente dalla disciplina sportiva praticata.
4. Esso ha validità quadriennale dalla data di approvazione e deve essere aggiornato ogni qual volta necessario al fine di recepire le eventuali modifiche e integrazioni dei Principi Fondamentali emanati dal CONI, le eventuali ulteriori disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del CONI e le raccomandazioni dell’Osservatorio Permanente del CONI per le Politiche di Safeguarding, nonché le eventuali integrazioni delle Linee Guida della FIDAL e della FIS o le raccomandazioni del Responsabile federale delle politiche di safeguarding.
5. Il presente Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva è pubblicato sul sito internet dell’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO e affisso presso le strutture in uso alla stessa, nonché comunicato ai Responsabili federali delle politiche di safeguarding (Safeguarding Officer), istituiti presso la FIDAL e la FIS, ai sensi delle Linee Guida emanate dalle stesse Federazioni, in modo tale da garantirne la conoscibilità da parte di tutti i tesserati.
6. Il presente modello integra e non sostituisce il Regolamento per la tutela dei tesserati dagli abusi e dalle condotte discriminatorie delle Federazioni alla quale l’associazione è affiliata.
2. Finalità
1. Il presente Modello ha lo scopo di tutelare i minori e di prevenire le molestie, la violenza di genere e ogni altra condizione di discriminazione prevista dal D.Lgs. 198/2006, o per ragioni di etnia, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale.
2. In particolare, il presente Modello persegue le seguenti finalità:
a) prevenire e controllare ogni condotta di abuso, violenza o discriminazione, comunque consumata in ogni forma, anche omissiva, o commissiva mediante omissione, e/o modalità, di persona o tramite modalità informatiche, sul web e attraverso messaggi, e-mail, social network, blog, programmazione di sistemi di intelligenza artificiale e altre tecnologie informatiche;
b) la promozione dei diritti dei tesserati di essere trattati con rispetto e dignità, nonché di essere tutelati contro ogni forma di abuso, violenza, disparità di genere o qualunque altra forma di discriminazione;
c) la promozione di una cultura e di un ambiente inclusivi che assicurino la dignità e il rispetto dei diritti di tutti i tesserati, in particolare minori, e garantiscano l’uguaglianza e l’equità, nonché valorizzino le diversità, tutelando al contempo l’integrità fisica e morale di tutti i tesserati;
d) la consapevolezza dei tesserati in ordine ai propri diritti, doveri, obblighi, responsabilità e tutele;
e) l’individuazione e l’attuazione di adeguate misure, procedure e politiche di safeguarding, anche in conformità con le raccomandazioni della Commissione Federale Responsabile delle Politiche di Safeguarding che riducano i rischi di condotte lesive dei diritti, specie nei confronti di tesserati minori;
f) la gestione tempestiva, efficace e riservata delle segnalazioni di fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e tutela dei segnalanti;
g) l’informazione dei tesserati, anche minori, sulle misure e procedure di prevenzione e contrasto ai fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e, in particolar modo, sulle procedure per la segnalazione degli stessi;
h) la partecipazione dell’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO e dei suoi tesserati alle iniziative organizzate, anche a livello federale, nell’ambito delle politiche di safeguarding;
i) ilcoinvolgimentoproattivoditutticolorochepartecipanoconqualsiasifunzione o titolo all’attività sportiva nell’attuazione delle misure, procedure e politiche di safeguarding dell’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO.
3. Diritti e doveri
1. Costituiscono diritti fondamentali dei tesserati:
a) essere trattati con rispetto e dignità;
b) essere tutelati da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere, siano essi sessuali, fisici o psicologici che si verifichino in situazioni isolate o in combinazione o che consistano in un incidente singolo o in una serie di incidenti, di persona o online (tra cui, ma non limitatamente, ai social media) e in particolare da qualsiasi forma di abuso di autorità, potere o autorità nei confronti di un’altra persona. L’abuso può anche assumere la forma di negligenza;
c) esseretutelatianchedaognialtracondizionedidiscriminazioneprevistadal D.Lgs. 198/2006, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva;
d) il diritto alla salute e al benessere psico-fisico dei tesserati da considerare assolutamente prevalente anche rispetto al risultato sportivo.
2. L’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO persegue il principio di inclusività, garantendo il pari accesso alle attività sportive sia agli atleti normodotati, sia agli atleti con disabilità fisica.
L’ ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO garantisce a tutti i propri tesserati e ai tesserati di altre associazioni e società sportive dilettantistiche pari diritti e opportunità, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva.
L’ ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO s’impegna, anche tramite accordi, convenzioni e collaborazioni con altre associazioni o società sportive dilettantistiche, a garantire il diritto allo sport agli atleti con disabilità fisica o intellettivo-
relazionale, integrando suddetti atleti, anche tesserati per altre associazioni o società sportive dilettantistiche, nel gruppo di atleti tesserati per l’Associazione loro coetanei.
L’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO s’impegna a garantire il diritto allo sport anche agli atleti svantaggiati dal punto di vista economico o familiare, favorendo la partecipazione di suddetti atleti alle attività dell’associazione anche mediante sconti delle quote di tesseramento e/o mediante accordi, convenzioni e collaborazioni con enti del terzo settore operanti sul territorio e nei comuni limitrofi.
3. Chiunque partecipi con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva è tenuto a rispettare i predetti diritti dei tesserati.
4.L’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO s’impegna in particolar modo a prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza o discriminazione nei confronti dei tesserati anche minorenni. A tal fine è nominato il Responsabile contro gli abusi, le violenze e le discriminazioni di cui al seguente art. 6 del presente Modello.
5. Tutti i lavoratori, collaboratori e volontari che, a qualsiasi titolo e ruolo, sono coinvolti nell’attività sportiva e sono a contatto con gli atleti sono obbligati al rispetto dei suddetti diritti e sono tenuti a partecipare ai corsi formativi eventualmente organizzati dall’ ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO in materia di corretto trattamento degli atleti.
6. È vietato per i tesserati esprimere nelle zone e nei centri riservati ai media (conferenze stampa e interviste; team meeting; canali tradizionali o digitali; social media;) prima dell’inizio e/o dopo le varie competizioni punti di vista indirizzati – direttamente o indirettamente – contro le persone e/o la loro dignità.
4. Fattispecie di abuso rilevanti
1. È perseguita qualunque condotta attiva oppure omissiva, che direttamente o direttamente si concretizzi in:
a) l’abuso psicologico; b) l’abuso fisico;
c) la molestia sessuale; d) l’abuso sessuale;
e) la negligenza;
f) l’incuria;
g) l’abuso di matrice religiosa;
h) il bullismo, il cyberbullismo:
i) i comportamenti discriminatori.
2. A fini del comma precedente, si intendono:
a) per “abuso psicologico”, qualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il confinamento, la sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa incidere sul senso di identità, dignità e autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o alterare la serenità del tesserato, anche se perpetrato attraverso l’utilizzo di strumenti digitali;
b) per“abusofisico”,qualunquecondottaconsumataotentata(tracuibotte,pugni, percosse, soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti), che sia in grado in senso reale o potenziale di procurare direttamente o indirettamente un danno alla salute, un trauma, lesioni fisiche o che danneggi lo sviluppo psico-fisico del minore tanto da compromettergli una sana e serena crescita. Tali atti possono anche consistere nell’indurre un tesserato a svolgere (al fine di una migliore performance sportiva) un’attività fisica inappropriata come il somministrare carichi di allenamento inadeguati in base all’età, genere, struttura e capacità fisica oppure forzare ad allenarsi atleti ammalati, infortunati o comunque doloranti, nonché nell’uso improprio, eccessivo, illecito o arbitrario di strumenti sportivi. In quest’ambito rientrano anche quei comportamenti che favoriscono il consumo di alcool, di sostanze comunque vietate da norme vigenti o le pratiche di doping;
c) per “molestia sessuale”, qualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di natura sessuale, sia esso verbale, non verbale o fisico che comporti una grave noia, fastidio o disturbo. Tali atti o comportamenti possono anche consistere nell’assumere un linguaggio del corpo inappropriato, nel rivolgere osservazioni o allusioni sessualmente esplicite, nonché richieste indesiderate o non gradite aventi connotazione sessuale, ovvero telefonate, messaggi, lettere od ogni altra forma di comunicazione a contenuto sessuale, anche con effetto intimidatorio, degradante o umiliante;
d) per “abuso sessuale”, qualsiasi comportamento o condotta avente connotazione sessuale, senza contatto, o con contatto e considerata non desiderata, o il cui consenso è costretto, manipolato, non dato o negato. Può consistere anche nel costringere un tesserato a porre in essere condotte sessuali inappropriate o indesiderate, o nell’osservare il tesserato in condizioni e contesti non appropriati;
e) per “negligenza”, il mancato intervento di un dirigente, tecnico o qualsiasi tesserato, anche in ragione dei doveri che derivano dal suo ruolo, il quale, presa conoscenza di uno degli eventi, o comportamento, o condotta, o atto di cui al presente documento, omette di intervenire causando un danno, permettendo che venga causato un danno o creando un pericolo imminente di danno. Può consistere anche nel persistente e sistematico disinteresse, ovvero trascuratezza, dei bisogni fisici e/o psicologici del tesserato;
f) per “incuria”, la mancata soddisfazione delle necessita fondamentali a livello fisico, medico, educativo ed emotivo;
g) per “abuso di matrice religiosa”, l’impedimento, il condizionamento o la limitazione del diritto di professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne in privato o in pubblico il culto purché non si tratti di riti contrari al buon costume;
h) per“bullismo,cyberbullismo”,qualsiasicomportamentooffensivoe/oaggressivo che un singolo individuo o più soggetti possono mettere in atto, personalmente, attraverso i social network o altri strumenti di comunicazione, sia in maniera isolata, sia ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di uno o più tesserati con lo scopo di esercitare un potere o un dominio sul tesserato. Possono anche consistere in comportamenti di prevaricazione e sopraffazione ripetuti e atti ad intimidire o turbare un tesserato che determinano una condizione di disagio, insicurezza, paura, esclusione o isolamento (tra cui umiliazioni, critiche riguardanti l’aspetto fisico, minacce verbali, anche in relazione alla performance sportiva, diffusione di notizie infondate, minacce di ripercussioni fisiche o di danneggiamento di oggetti posseduti dalla vittima).
i) per “comportamenti discriminatori”, qualsiasi comportamento finalizzato a conseguire un effetto discriminatorio basato su etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, status social-economico, prestazioni sportive e capacità atletiche, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale.
5. Misure di prevenzione e di controllo
5. 1 Trasparenza e pubblicità
1. L’ ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO al fine di garantire sia la piena e fruibile accessibilità ai diritti e ai doveri di atleti e tecnici, nonché la conoscenza delle procedure da seguire per effettuare le segnalazioni di abuso, s’impegna a:
a) pubblicare sulla pagina home del suo sito www.polisportivaportorotondo.it ed affiggere presso le strutture in uso il Presente Modello organizzativo e di controllo delle attività sportive;
b) inviare all’attenzione di tutti gli atleti (o esercenti la potestà genitoriale), i tecnici, i dirigenti, i collaboratori e i soci dell’Associazione, tramite email, il succitato Modello;
c) divulgare il modello medesimo attraverso i propri canali social (Instagram. Facebook, WhatsApp)
2. L’ ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO comunica tempestivamente l’adozione del presente Modello ai Responsabili federali delle politiche di safeguarding.
3. L’ ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO comunica ogni informazione rilevante al Responsabile contro gli abusi, le violenze e le discriminazioni, ai Responsabili federali delle politiche di safeguarding, nonché agli Uffici delle Procure Federali competenti.
5.2 Formazione dei lavoratori, collaboratori e volontari
1. L’ ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO organizza corsi periodici di formazione rivolti a tutti i lavoratori, collaboratori e volontari che, a qualsiasi titolo e ruolo, sono coinvolti nell’attività sportiva e sono a contatto con gli atleti.
2. Tutti i soggetti di cui al periodo precedente partecipano agli incontri formativi organizzati dalla ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO e ai corsi di aggiornamento federali in materia di safeguarding, con l’obbligo di giustificare la loro, eventuale, assenza.
3. Sono oggetto di formazione le seguenti materie: diritti e doveri di atleti, tecnici e dirigenti; i rapporti con gli atleti, in particolar modo se minorenni; i segnali di riconoscimento di situazioni di abuso o di difficoltà psichica di cui gli atleti potrebbero essere vittima.
5.3 Accesso e uso dei locali
1. L’accesso ai locali e agli spazi in uso alla ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO durante gli allenamenti e le sessioni prova dei tesserati minori è sempre garantito a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero a loro delegati.
2. Durante le sessioni di allenamento o di prova è consentito l’accesso agli spogliatoi esclusivamente agli atleti e alle atlete dell’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO.
3. I tecnici possono entrare negli spogliatoi dedicati agli atleti solo per motivi strettamente connessi alla pratica sportiva (ad esempio per il discorso motivazionale pre e post-gara, e durante eventuali pause della gara).
4. Durante le sedute di allenamento o oltreché durante le gare sono garantiti spogliatoi separati per gli atleti di sesso differente.
5. Durante le sessioni di allenamento o oltreché durante le gare non è consentito l’accesso agli spogliatoi a utenti esterni o genitori/accompagnatori, se non previa autorizzazione da parte di un tecnico o dirigente e comunque solo per eventuale assistenza a tesserati e tesserate minori di 10 anni di età o con disabilità motoria o intellettivo/relazionale.
6. Durante le sessioni di allenamento o di prova agli atleti e ai tecnici sono attribuiti spogliatoi distinti e autonomi.
7. In caso di necessità, fermo restando il tempestivo allertamento del servizio di soccorso sanitario qualora necessario, l’accesso all’infermeria è consentito all’eventuale medico sociale o, in caso di manifestazione sportiva, al medico di gara o, in loro assenza, a un tecnico formato sulle procedure di primo soccorso esclusivamente per le procedure strettamente necessarie al primo soccorso nei confronti della persona offesa. La porta dovrà rimanere aperta e, se possibile, dovrà essere presente almeno un’altra persona (atleta, tecnico, dirigente, collaboratore, eccetera).
5.4 Trasferte
1. L’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO ritiene che viaggiare per disputare partite e tornei o per prendere parte ad altre attività o eventi debba essere sicuro e divertente per tutte le atlete e per tutti gli atleti.
2. Gli atleti che partecipano alle attività organizzate o partecipate dall’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO, i loro familiari così come gli adulti accompagnatori, responsabili della sicurezza e del benessere degli atleti, affidati loro dai genitori fino al ritorno a casa, in merito ai comportamenti da tenere durante le suddette attività o eventi, faranno obbligatoriamente riferimento al documento redatto dall’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO: “REGOLE PER TRASFERTE, SPOSTAMENTI E LOGISTICA”.
5.5 Certificazione
1. Prima di instaurare un rapporto di lavoro o di collaborazione, anche a carattere volontario, con allenatori, tecnici, dipendenti, medici e altri soggetti a contatto con gli atleti minorenni, l’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO acquisisce il certificato del
casellario giudiziario e/o qualunque altra documentazione idonea ad accertare i carichi pendenti così come disposto dall’art. 25 bis D.P.R. n. 313/2002 e dall’art. 2 del D.lgs. n. 39/2014.
2. L’assenza della suddetta documentazione impedisce di intraprendere qualunque rapporto lavorativo o di collaborazione anche a carattere volontario, tra l’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO e allenatori, tecnici, dipendenti, medici e altri soggetti a contatto con gli atleti minorenni.
5.6 Obbligo di intervento e segnalazione
1. Gli allenatori, i tecnici, i dipendenti, i medici sportivi e gli operatori sanitari che riscontrino i segni e/o gli indicatori delle lesioni, delle violenze e degli abusi devono attivare senza indugio la procedura di segnalazione di cui all’art. 7 del presente Modello, informandone il Responsabile contro gli abusi, le violenze e le discriminazioni di cui all’art. 6 e il Responsabile federale delle politiche di safeguarding.
5.7 Rapporti tra i soggetti coinvolti nella pratica sportiva
1. L’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO favorisce le relazioni e il confronto tra atleti, tecnici, personale di supporto, esercenti la responsabilità genitoriale o chi si occupa della cura dei minori, anche organizzando incontri periodici di confronto allo scopo di istaurare rapporti di collaborazione rispettosi dei diritti e della dignità dei soggetti coinvolti.
2. Durante le sessioni di dialogo e confronto tra i soggetti che a diverso titolo sono coinvolti nell’attività sportiva è possibile discutere di eventi e/o di dinamiche che potrebbero risultare dannose per la salute fisica e psichica degli atleti allo scopo di individuare soluzioni comuni.
3. Qualunque soggetto indicato nel comma primo del presente articolo può prendere l’iniziativa chiedendo la fissazione di un incontro con coloro che sono coinvolti nell’attività sportiva e individuando l’oggetto della discussione.
5.8 Trattamento dei dati personali
1. A tutti gli atleti (o esercenti la potestà genitoriale), i tecnici, i dirigenti, i collaboratori e i soci dell’Associazione all’atto dell’iscrizione/tesseramento, e comunque ogni qualvolta venga effettuata una raccolta di dati personali, deve essere sottoposta l’informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 13 del Regolamento UE n. 679/2016 (GDPR).
2. I dati personali raccolti devono essere gestiti e trattati secondo i principi di liceità, correttezza, trasparenza, limitazione delle finalità, minimizzazione, esattezza, limitazione della conservazione, integrità e riservatezza.
3. In particolare, le categorie particolari di dati personali (quali l’origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, o l’appartenenza sindacale, nonché dati genetici, dati biometrici intesi a identificare in modo univoco una persona fisica, dati relativi alla salute o alla vita sessuale o all’orientamento sessuale della persona) possono essere trattate solo previo libero ed esplicito consenso dell’interessato, manifestato in forma scritta, salvi i casi di adempimento di obblighi di legge e regolamenti.
4. L’ ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO, fermo restando il preventivo consenso raccolto all’atto dell’iscrizione/tesseramento, può pubblicare sui propri canali di comunicazione fotografie ritraenti i tesserati prodotte durante le sessioni di allenamento, gara o altri eventi, ma non è consentita la produzione e la pubblicazione di immagini che possono causare situazioni di imbarazzo o pericolo per i tesserati.
5. La documentazione, sia cartacea, sia digitale, raccolta dall’Associazione contenente dati personali dei tesserati, fornitori od ogni altro soggetto, deve essere custodita garantendo l’inaccessibilità alle persone non autorizzate al trattamento dei dati.
In caso di perdita, cancellazione, accidentale divulgazione, data breach, eccetera, deve essere data tempestiva comunicazione all’interessato e, contestualmente, al titolare del trattamento dei dati personali.
Deve essere data tempestiva comunicazione anche all’autorità Garante per la protezione dei dati personali, se la violazione dei dati personali comporta un rischio per i diritti e le libertà delle persone fisiche.
6. Tutte le persone autorizzate al trattamento dei dati personali devono essere adeguatamente formate e devono mettere in atto tutti i comportamenti e le procedure necessarie alla tutela dei dati personali degli interessati, soprattutto di quelli rientranti nelle categorie particolari di dati personali.
7. L’ ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO nomina un Referente per la privacy al quale possono essere inviate, tramite l’indirizzo email privacy.portorotondo@gmail.com, le richieste di accesso, cancellazione, rettifica, integrazione nonché le segnalazioni di eventuali violazioni della sicurezza dei dati personali.
6. Responsabile contro gli abusi, le violenze e le discriminazioni
1. L’ ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO nomina un Responsabile contro gli abusi, le violenze e le discriminazioni (Responsabile Safeguarding) con lo scopo di prevenire e contrastare ogni tipo di abuso, violenza e discriminazione sui propri tesserati, soprattutto di quelli minorenni, nonché per garantire la protezione dell’integrità fisica e morale degli sportivi, anche ai sensi dell’art. 33, comma 6, del D. Lgs. 36/2021.
2. Il Responsabile Safeguarding non deve aver conseguito condanne penali e, prima della formalizzazione della nomina, l’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO deve acquisire il certificato del casellario giudiziale ai sensi dell’art. 25 bis del D.P.R. n. 313/2002 e del D.lgs. n. 39/2014.
3. Il Responsabile non deve aver subito procedimenti disciplinari per abuso, violenza o discriminazione su atleti o altri lavoratori sportivi.
4. Il Responsabile è dotato di autonomia e indipendenza rispetto all’organizzazione sociale.
5. Il Responsabile deve avere esperienza e competenza nel settore sportivo e nella tutela del minore, garantendo la massima professionalità nell’adempimento dei propri compiti.
6. La nomina del Responsabile è senza indugio divulgata attraverso il sito www.polisportivaportorotondo.it dell’ ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO, pubblicata sui suoi canali social, affisso presso le strutture che la stessa ha in uso, nonché comunicata ai Responsabili federali delle politiche di safeguarding istituiti presso la FIDAL e FIS ai sensi delle Linee Guida pubblicate dalle stesse Federazioni, in modo tale da garantirne la conoscibilità da parte di tutti i tesserati.
7. La nomina ha durata quadriennale.
8. Il Responsabile Safeguarding ha l’obbligo di partecipare ai corsi di formazione e ai seminari informativi organizzati dalla FIDAL e dalla FIS, presso le quali l’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO è affiliata;
9. Il Responsabile è tenuto a sensibilizzazione i membri dell’associazione sulle questioni di safeguarding nonché tenuto a collaborare con le autorità competenti.
10. Il Responsabile Safeguarding è tenuto a sviluppare e pubblicizzare canali di comunicazione chiari per i membri dell’associazione sportiva al fine di poter segnalare casi di abuso o maltrattamento e stabilire le procedure per la registrazione e la gestione delle segnalazioni ricevute.
11. Il Responsabile Safeguarding ha l’obbligo di garantire la confidenzialità e la riservatezza delle informazioni riguardanti casi di abuso o maltrattamento essendo tenuto a trattare le informazioni sensibili in modo riservato e nel rispetto della privacy delle persone coinvolte.
12. Il Responsabile, favorendo la collaborazione dei tesserati e di tutti coloro che partecipano con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva, ha potere di:
a) accedere alle strutture sportive laddove lo ritenga necessario;
b) effettuare audizioni di atleti, istruttori, personale medico e di chiunque entri
a contatto con gli atleti;
c) effettuare ispezioni senza preavviso.
13. Il Consiglio Direttivo potrà sospendere o rimuovere il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni in caso di mancata conformità ai requisiti o di violazione delle politiche dell’associazione relative alla salvaguardia e protezione dei propri tesserati.
7. Segnalazione dei comportamenti abusivi
1. In caso di presunti comportamenti lesivi, da parte di tesserati o di persone terze, nei confronti di altri tesserati, soprattutto se minorenni, lo stesso deve essere tempestivamente segnalato al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni. La segnalazione può essere effettuata:
a) oralmente, comunicando direttamente con il Responsabile contro gli abusi, le violenze e le discriminazioni;
b) inoltrando una e-mail all’indirizzo: safeguarding.portorotondo@gmail.com
In caso di gravi comportamenti lesivi l’Associazione deve notificare i fatti di cui è venuta a conoscenza alle forze dell’ordine.
2. Nel caso di una denuncia che coinvolga un minore come presunta vittima, i genitori o il tutore legale del minore devono essere tempestivamente informati, a condizione che ciò non sia considerato un rischio per la sicurezza di tale minore.
3. L’ ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO, in conformità con il d.lgs. n° 24 del 10 marzo 2023, tutela tutti coloro che effettuano in buona fede una segnalazione, tra cui:
a) chi ha presentato una denuncia o una segnalazione;
b) chi ha manifestato l’intenzione di presentare una denuncia o una segnalazione;
c) chihaassistitoosostenutounaltrotesseratonelpresentareunadenunciaouna segnalazione;
d) chi ha reso testimonianza o audizione in procedimenti in materia di abusi, violenze o discriminazioni;
e) chi ha intrapreso qualsiasi altra azione o iniziativa relativa o inerente alle politiche di safeguarding.
8. Gestione della segnalazione
1. La procedura di segnalazione si compone delle seguenti fasi:
a) segnalazione;
b) registrazione della segnalazione in un apposito registro conservato dal Responsabile contro gli abusi, le violenze e le discriminazioni;
c) istruttoria della segnalazione;
d) risoluzione della segnalazione e comunicazione delle risultanze a ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO e, laddove ne ricorrano i presupposti, agli Organi di giustizia sportiva.
2. Dopo aver ricevuto la segnalazione il Responsabile contro gli abusi, le violenze e le discriminazioni è chiamato ad accertare la veridicità dei fatti riportati dal segnalante e ad ascoltare tutte le parti coinvolte, redigendo apposito verbale.
3. Laddove ne sussistano i presupposti il Responsabile contro gli abusi, le violenze e le discriminazioni deve anche comunicare la segnalazione al Responsabile federale delle politiche di Safeguarding, nonché agli Organi di giustizia sportiva.
4. Nelle ipotesi in cui siano stati segnalati eventi estremamente gravi e sussistano evidenti prove a loro supporto, l’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO può adottare misure cautelari di carattere sospensivo.
9. Sanzioni applicabili
1. Si applica la procedura prevista dai regolamenti FIDAL e FIS per gli illeciti disciplinari nel caso in cui venga accertata la commissione di condotte abusive, discriminatorie e violente a danno degli atleti oppure dei lavoratori e dei collaboratori, informando i Procuratori Federali ove necessario.
2. Nel caso di accertamento di illeciti disciplinari saranno comminate le sanzioni previste dai regolamenti FIDAL e FIS, nonché le misure endoassociative previste ai successivi punti 9.1, 9.2 e 9.3 del presente Modello.
3. Sono altresì sanzionabili coloro che abbiamo effettuato dolosamente una segnalazione consapevoli della sua falsità e con lo scopo di ledere altri.
9.1 Sistema disciplinare e meccanismi sanzionatori
1. A titolo esemplificativo e non esaustivo, i comportamenti sanzionabili possono essere
ricondotti a:
a) mancataattuazionecolposadellemisureindicatenelpresenteModelloedella documentazione che ne costituisce parte integrante (es. Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione);
b) violazione dolosa delle misure indicate nel presente Modello e della documentazione che ne costituisce parte integrante (es. Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione), tale da compromettere il rapporto di fiducia tra l’autore e l’Associazione in quanto preordinata in modo univoco a commettere un reato;
c) violazione delle misure poste a tutela del segnalante;
d) effettuazione con dolo o colpa grave di segnalazioni che si rivelano infondate;
e) violazione degli obblighi di informazione nei confronti dell’Associazione;
f) violazionedelledisposizioniconcernentileattivitàdiinformazione,formazione e diffusione nei confronti dei destinatari del presente Modello;
g) atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante per motivi collegati, direttamente o indirettamente, alla segnalazione;
h) mancataapplicazionedelpresentesistemadisciplinare.
2. Le sanzioni comminabili sono diversificate in ragione della natura del rapporto giuridico intercorrente tra l’autore della violazione e l’Associazione, nonché del rilievo e gravità della violazione commessa e del ruolo e responsabilità dell’autore.
Le sanzioni comminabili sono diversificate tenuto conto del grado di imprudenza, imperizia, negligenza, colpa o dell’intenzionalità del comportamento relativo all’azione/omissione, tenuto altresì conto dell’eventuale recidiva, nonché dell’attività lavorativa svolta dall’interessato e della relativa posizione funzionale, gravità del pericolo creato, entità del danno eventualmente creato, presenza di circostanze
aggravanti o attenuanti, eventuale condivisione di responsabilità con altri soggetti che abbiano concorso nel determinare l’infrazione, unitamente a tutte le altre particolari circostanze che possono aver caratterizzato il fatto.
9.2 Sanzioni nei confronti dei collaboratori retribuiti
1. I comportamenti tenuti dai collaboratori retribuiti in violazione delle disposizioni del presente Modello, inclusa la violazione degli obblighi di informazione nei confronti dell’Associazione, e della documentazione che ne costituisce parte integrante (es. Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione) sono definiti illeciti disciplinari.
2. Nei confronti dei collaboratori retribuiti, possono essere comminate le seguenti sanzioni, che devono essere commisurate alla natura e gravità della violazione commessa:
a) richiamo verbale per mancanze lievi;
b) ammonizione scritta nei casi di recidiva delle infrazioni di cui al precedente punto;
c) multa in misura non eccedente l’importo di 5 ore di retribuzione;
d) sospensione dalla retribuzione e dal servizio per un massimo di giorni 15;
e) risoluzione del contratto e, in caso di collaboratore socio dell’Associazione, radiazione dello stesso.
3. Ai fini del precedente punto 2:
a) incorrenelprovvedimentodisciplinaredelrichiamoverbaleperlemancanzelievi il collaboratore che violi, per mera negligenza, le procedure dell’Associazione, le prescrizioni del Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione o adotti, nello svolgimento di attività sensibili, un comportamento non conforme alle prescrizioni contenute nel presente Modello, qualora la violazione non abbia rilevanza esterna;
b) incorre nel provvedimento disciplinare dell’ammonizione scritta il collaboratore che risulti recidivo, durante il biennio, nella commissione di infrazioni per le quali è applicabile il richiamo verbale e/o violi, per mera negligenza, le procedure dell’associazione, le prescrizioni del Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione o adotti, nello svolgimento di attività nelle aree a rischio, un
comportamento non conforme alle prescrizioni contenute nel presente Modello, qualora la violazione abbia rilevanza esterna;
c) incorre nel provvedimento disciplinare della multa non eccedente l’importo di 5 ore della normale retribuzione il collaboratore che risulti recidivo, durante il biennio, nella commissione di infrazioni per le quali è applicabile l’ammonizione scritta e/o, per il livello di responsabilità gerarchico o tecnico, o in presenza di circostanze aggravanti, leda l’efficacia del presente Modello con comportamenti quali:
i) l’inosservanza dell’obbligo di informativa al Responsabile Safeguarding; l’effettuazione, con colpa grave, di false o infondate segnalazioni inerenti alle violazioni del Modello o del Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione;
ii) la violazione delle misure adottate dall’Associazione volte a garantire la tutela dell’identità del segnalante; la reiterata inosservanza degli adempimenti previsti dalle prescrizioni indicate nel presente Modello, nell’ipotesi in cui riguardino un procedimento o rapporto in cui è parte la Pubblica Amministrazione (ivi comprese le Autorità Sportive);
d) incorrenelprovvedimentodisciplinaredellasospensionedallaretribuzioneedal servizio per un massimo di 15 giorni il collaboratore che risulti recidivo, durante il periodo di un anno, nella commissione di infrazioni per le quali è applicabile la multa non eccedente l’importo di 5 ore della normale retribuzione e/o effettui, con dolo, false o infondate segnalazioni inerenti alle violazioni del Modello e del Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione e/o violi le misure adottate dall’Associazione volte a garantire la tutela dell’identità del segnalante così da generare atteggiamenti ritorsivi o qualsiasi altra forma di discriminazione o penalizzazione nei confronti del segnalante;
e) incorre nel provvedimento disciplinare della risoluzione del contratto senza preavviso il collaboratore che eluda fraudolentemente le prescrizioni del presente Modello attraverso un comportamento inequivocabilmente diretto alla commissione di uno dei reati ricompreso fra quelli previsti nel D. Lgs. 231/2001 e/o violi il sistema di controllo interno attraverso la sottrazione, la distruzione o l’alterazione di documentazione oppure impedendo il controllo o l’accesso alle informazioni e alla documentazione agli organi preposti, incluso il Responsabile Safeguarding, in modo da impedire la trasparenza e verificabilità delle stesse.
9.3 Sanzioni nei confronti dei volontari
1. Nei confronti dei volontari dell’Associazione, possono essere comminate le seguenti sanzioni, che devono essere commisurate alla natura e gravità della violazione commessa:
a) richiamo verbale per mancanze lievi;
b) ammonizione scritta nei casi di recidiva delle infrazioni di cui al precedente
punto a);
c) allontanamento dalle strutture di allenamento e gara per un periodo non
superiore a 15 giorni;
d) allontanamento dalle strutture di allenamento e gara per un periodo non superiore
a 1 anno;
e) rescissione del rapporto di volontariato e, in caso di volontario socio
dell’Associazione, radiazione dello stesso.
2. Ai fini dei precedenti punti: C, d, e si rimanda alla sezione “Sanzioni nei confronti dei collaboratori retribuiti”
10. Trattamento dei dati personali del segnalante
1. L’ ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO garantisce la riservatezza dell’identità del segnalante e il contenuto della segnalazione medesima, nel rispetto dei principi descritti nel Regolamento UE n. 679/2016 (GDPR) e del D.Lgs. n. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati).
2. I dati personali contenuti nella segnalazione verranno conservati per un periodo massimo di 5 anni decorrente dalla conclusione del procedimento volto ad accertare la veridicità della segnalazione. Dopo tale termine i dati verranno cancellati oppure resi anonimi.
11. Valutazione annuale
L’ ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO redige annualmente una valutazione delle attività preventive e di controllo effettuate durante l’anno precedente, indicando attività di formazione svolta, grado di partecipazione degli istruttori e di tutti i collaboratori, eventuali procedimenti di segnalazioni di abusi/violenze/discriminazioni iniziati e loro esito, sanzioni adottate, misure correttive, piani di azione adottati per risolvere criticità e piani programmatici.
12. Funzione, sviluppo ed Obiettivi del “Sistema Safeguarding” Polisportiva Porto Rotondo
1. Lo ribadiamo, l’efficace ed effettiva tutela della salute e del benessere psico- fisico dei nostri tesserati, diritto che è bene ricordare, passa attraverso la realizzazione e la difesa di un ambiente sano, inclusivo e rispettoso dei diritti di tutti coloro che partecipano all’attività sportiva.
2. il presente MOC ed il Codice di condotta a Tutela dei Minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione, redatte in ottemperanza alle disposizioni federali, vengono integrati da tutti i documenti che sotto elenchiamo che da tempo, stabiliscono e regolano le attività dei tesserati e di quanti collaborano con l’ASD POLISPORTIVA PORTO ROTONDO:
Codice Etico.
Documento di Autovalutazione sulla Tutela dei Minori.
Policy Tutela dei Minori.
Codice di condotta per allenatori dirigenti e membri dello staff.
Codice di condotta per famiglie e accompagnatori.
Norme di comportamento per le calciatrici ed i calciatori.
Regole per trasferte, spostamenti e logistica.
Social media policy.
Procedure di Selezione per Collaboratori Tecnici e Staff.
Tabella valutazione dei rischi
3. Il MOC, Il Codice di Condotta a Tutela dei Minori e tutti i sopraccitati documenti contribuiscono a determinare il Sistema Safeguarding Polisportiva Porto Rotondo che tende a soddisfare e valorizzare quanto sopra riportato dal punto 1, finanche riconosciuto e sancito dalla recente integrazione dell’art. n.33 della nostra Costituzione “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”.
Tale obiettivo potrà essere raggiunto solo attraverso la collaborazione e l’impegno congiunto di tutti i nostri tesserati e di quanti a qualsiasi titolo operano all’interno della nostra Associazione nell’uniformarsi ai contenuti del succitato Sistema Safeguarding Polisportiva Porto Rotondo.
Documento definito e pubblicato il 16.12.2024
Il Presidente Pellegrino Pietro
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